Come nasce un bronzo

La fusione a cera persa

La riproduzione in metallo nasce forse dall’esigenza di rendere solidi e duraturi oggetti fragili e facilmente deperibili.

“Tutto”, praticamente, avrebbe la possibilità di essere tramutato in copie di metallo fuso:  bronzo, ottone, alluminio, argento e altre leghe. Per cui un modello di qualsiasi materiale può essere riprodotto. Lo scultore, infatti, porta in fonderia l’idea, (il modello), che il fonditore trasformerà in metallo con l’antica tecnica della fusione a cera persa. Questa parte della mostra vuol mettere in evidenza il lavoro silente ed invisibile del fonditore, che è la figura fondamentale che si pone tra l’artista e l’opera.

Nello schema si riassumono le varie fasi di lavorazione che portano alla realizzazione dell’opera finita.

Bronzi classici

Dalla collezione della Fonderia Del Giudice

Le riproduzioni in bronzo avevano motivazioni profonde ma differenti, legate al contesto culturale e politico dell’epoca.

Nell’antica Roma, le riproduzioni in bronzo di statue greche o di personaggi illustri servivano a celebrare il potere, la virtù e la gloria dell’individuo o dello Stato.

Nel Rinascimento, invece, la ripresa delle riproduzioni bronzee rispondeva a un rinnovato interesse per l’antichità classica. Artisti e mecenati cercavano di emulare la perfezione dell’arte antica, ritenuta modello di bellezza ideale. Le copie in bronzo avevano anche un valore collezionistico ed educativo, destinato a corti, studioli o giardini umanistici, dove testimoniavano il sapere, il gusto e lo status culturale del proprietario. Replicare capolavori scultorei, diffondere il bello e modelli per la didattica nelle scuole d’arte ha tramandato forme e materiali dall’antichità ad oggi.

Il bronzo, quindi, non era solo un materiale nobile e durevole, ma anche un mezzo per affermare valori culturali, politici ed estetici.